sabato 13 marzo 2010

Il pesticida che fa ingrassare


Qualcuno ricorderà la polemica su obesità, micropene e giornalismi di pochi giorni fa: solo ora ho notato uno studio spagnolo del 2008 dal quale emerge con chiarezza una stretta relazione tra certi prodotti chimici diffusi nell'ambiente e sviluppo dell'obesità, una ricerca che in qualche modo anticipa i risultati ottenuti anche in Italia più recentemente. Il che ci aiuta, come sempre in questi casi, a ribattere a tutti coloro, e non sono pochi anche in Parlamento, che ritengono l'obesità frutto di uno stile di vita deteriore.

Stando allo studio, citato tra gli altri dall'Independent britannico, il contatto alimentare delle donne in gravidanza con certi inquinanti, tra cui pesticidi, e in particolare l'esaclorobenzene (HBC), produce una predisposizione del feto all'obesità.

L'HBC è da lungo tempo fuorilegge, come altri inquinanti della stessa famiglia, ma con loro condivide la persistenza: il vasto impiego anche in Italia tra gli anni cinquanta e sessanta ne ha provocato la diffusione nell'ambiente. La successiva messa al bando in tutto il Mondo ricco non lo ha però cancellato dalla catena alimentare, tanto che i ricercatori dell'Istituto nazionale di Medicina di Barcellona ne hanno in tempi recenti individuato tracce in tutti i cordoni ombelicali analizzati nell'isola di Minorca, più di 400, dove la ricerca è stata condotta.

Non solo. Secondo gli studiosi, all'HBC si sommano numerosi altri inquinanti, un "cocktail" dal quale dipende in misura non secondaria il futuro del feto. Gli esperimenti hanno dimostrato che molte sostanze chimiche nella dieta di animali in gravidanza provocano l'obesità nei piccoli. Tra queste, sostanze che dalle vernici delle navi finiscono nei pesci o il bisfenolo, ampiamente usato per decenni anche nei prodotti plastici di alimentazione neonatale, e i già noti ftalati, agenti plastificanti diffusi nei cosmetici, negli shampoo, nelle plastiche per la conservazione dei cibi e in moltissime altre produzioni.

L'altro dato che emerge da ricerche come questa, evidentemente, è la sempre più indagata varietà di cause dell'obesità, da quelle genetiche a quelle ambientali, una varietà che dovrebbe spingere i profeti dell'anticiccia a pensarci due volte prima di aggredire la popolazione obesa. E agli obesi dovrebbe suggerire una maggiore consapevolezza della propria condizione, e spingerli ad una maggiore convinzione nel lottare per pari dignità e pari diritti.

(fonte foto)

5 commenti:

  1. Mi fa un po pena chi dice che non è colpa sua che è obeso, poi magari mangia come un bue

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  2. Ecco uno che ha capito tutto! Dove vi fanno?

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  3. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  4. Essere obesi non ha nulla a che fare col concetto di colpa... Tranne per chi passa il tempo a odiare se stesso (nella forma della propria pancia) e piangere sul bis versato invece di capire perché il suo corpo (o, più di rado, la sua mente) ha bisogno di quel bis a cena.
    L'anonimo forse appartiene a questa categoria masochista, o semplicemente parla di argomenti che conosce poco...

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  5. impara l'italiano va! al posto di perder tempo a commentare articoli di cui non capisci nemmeno il senso... leggiti topolino! o l'etichetta dello shampo che sono alla tua portata!!!
    Je

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