I poliziotti si sono proprio arrabbiati per la battutaccia del ministro Brunetta sui tutori dell'ordine "panzoni". Dicono i sindacati di categoria:
Il ministro - rilevano Siap e Anfp - dimostra, inoltre, di non conoscere l'organizzazione ed i compiti della Polizia di Stato poiché i colleghi che svolgono servizio 'dietro le scrivanie', quelli che lui definisce 'panzoni', altro non fanno che proseguire il lavoro effettuato dalle pattuglie in strada, dagli uffici investigativi e tutte le attività amministrative (obbligatorie per legge) connesse al rilascio dei permessi di soggiorno o ai decreti di espulsione, oltre ad esser in gran parte personale ferito in servizio o parzialmente idoneo a causa di patologie contratte in servizio".
Il dramma è che Brunetta oggi si è scusato con i poliziotti. Dice che non voleva offendere.
Perché dramma? Perché tutti, da Brunetta ai poliziotti, considerano "panzone" un insulto. E' l'apoteosi della distruzione del ciccione, il climax della campagna mediatica contro i "chili di troppo" (vedete com'è discriminatorio questo modo di esprimersi). Un disastro mediatico, dunque, l'ennesimo direi, mitigato dall'
ottimo intervento di Giancarlo Mazzucca, giornalista a tutto tondo. Eccolo qui:
Offeso? Ma no
Noi panzoni
siamo più simpatici
Panzoni uber alles. Se mi consentite, dall’alto, o meglio dal peso, dei miei 120 chili, rivendico l’orgoglio della categoria a cui appartengo. Non mi sono sentito colpito dalla frase dell’amico Renato Brunetta, che ha invitato i poliziotti sovrappeso, per via del lavoro sedentario in ufficio, ad andare a lavorare in strada... di Giancarlo MazzuccaPANZONI uber alles. Se mi consentite, dall’alto, o meglio dal peso, dei miei 120 chili, rivendico l’orgoglio della categoria a cui appartengo. Non mi sono sentito colpito dalla frase dell’amico Renato Brunetta, che ha invitato i poliziotti sovrappeso, per via del lavoro sedentario in ufficio, ad andare a lavorare in strada: sappiamo tutti che il ministro ha la battuta facile e, spesso e volentieri, usa l’ironia persino sulla sua statura. Mi ha invece un po’ offeso la reazione eccessiva di tante persone che hanno voluto esternare la loro indignazione tanto da costringere il ministro a una piccola marcia indietro: se Brunetta avesse definito i poliziotti “guardoni” o, peggio ancora, “puzzoni”, non ci sarebbero state repliche così piccate, al limite quasi del reato di lesa maestà.
INTENDIAMOCI, anziché “panzoni”, il ministro avrebbe potuto usare un termine più soft, tipo magari “poliziotti cicciottelli”, ma la sostanza non cambia: la levata di scudi di qualche politico mi è sembrata eccessiva e un tantino spropositata. Anche perché, dopo avere fin troppo criminalizzato i ciccioni (magari a fin di bene), negli ultimi tempi c’era stata una specie di “revival” del peso massimo: abbiamo persino letto che “grasso è bello”. Perché, dunque, tanto scandalo per la boutade di Brunetta? Personalmente, non mi sento di serie B per il solo fatto di essere grasso. In fin dei conti molti personaggi bene in carne sono arrivati al “top” senza problemi nel mondo della politica, dello spettacolo e del giornalismo. Cito alcuni casi storici, per non parlare degli uomini “de panza” e degli “extra-large” di oggi: Winston Churchill, Ernest Hemingway e Orson Welles. E persino il principe dei poliziotti e dei gialli polizieschi, il famoso commissario Maigret, aveva un fiuto altrettanto spiccato per i manicaretti della moglie.
IN TUTTA FRANCHEZZA, mi sono reso che, essere grassi, è un modo, forse un po’ subdolo, per risultare simpatici: persino il caustico Enrico Mentana, nel suo ultimo libro, mi ha definito “bonario”. Avrebbe usato lo stesso termine se avessi pesato trenta chili di meno? E poi, diciamola tutta, chi dimagrisce troppo in fretta rischia di incattivarsi. Ho sotto gli occhi l’esempio di Romano Prodi, mio professore all’università: quando insegnava e in seguito, da presidente dell’Iri e all’inizio della sua carriera politica, così rotondetto e così pacioso, sprizzava simpatia e ottimismo da tutti i pori e persino il soprannome di “Mortadella” aveva qualcosa di genuino e di fatto in casa. Poi si è voluto sottoporre a una drastica cura dimagrante: ma, con la ciccia in meno, ha perso anche l’allegria di una volta. E con magri risultati, magrissimi, pure sul fronte dei successi politici. Piuttosto che inacidirsi, non è forse meglio (lo dico da goloso) non lesinare troppo sulla pastasciutta? E se i poliziotti panzoni in strada, come ha detto Brunetta, rischiano, a loro volta, di “farsi mangiare”, meglio allora cucinarsi due spaghetti. Non in commissariato, ben s’intende...