lunedì 8 giugno 2009

I soliti giornalisti

L'AGI è una agenzia di informazione che, come ANSA o AdnKronos, distribuisce lanci in tutta Italia, spesso ripresi così come sono da giornali e altri media. Il danno quindi provocato da errori, manipolazioni e castronerie è di conseguenza assai più elevato di quello di quasi qualunque altro media. Intristisce, dunque, che l'ennesimo articolo sulle meraviglie dell'ortofrutta inizi così:

OBESITA': IN 15 ANNI 25% DI CICCIONI IN PIU' IN ITALIA
Roma -Sono bocciati alla prova costume per le vacanze estive ben quattro italiani su dieci (43 per cento) che risultano sovrappeso o addirittura obesi (11 per cento), con una netta prevalenza degli uomini rispetto alle donne.


Sono bocciati alla prova costume. Già, perché gli obesi non si devono vedere, devono nascondere il proprio corpo, l'intolleranza ma soprattutto l'incapacità di cogliere l'opportunità delle diversità è tale che l'obeso non può esporsi all'uomo comune, non deve farsi vedere in costume e, quindi, in spiaggie e piscine.

Visto il razzismo strisciante capace di impadronirsi di moltissimi giornalisti italiani suggerisco a tutti i ciccioni quest'anno di indossare il costume il più spesso possibile e di esporsi senza timori sulle spiaggie italiane. Anche così si combatte una battaglia che, come si vede, è ancora tutta in salita.

update: Come previsto, ecco la figliolanza del lancio AGI: "Incubo prova costume", titola così il TgCOM.



foto presa da gossipari anticicci

mercoledì 3 giugno 2009

Ciccioni che ballano

Lo sdoganamento del ballo di persone sovrappeso o obese non è certo roba nuova, ma certo fa piacere che in uno dei programmi della televisione britannica più apprezzati dagli ascoltatori tre ciccioni abbiano superato qualsiasi pregiudizio e si siano lanciati nell'agone. I risultati, peraltro, sono estremamente divertenti. Ecco qui sotto il video.

sabato 30 maggio 2009

Poliziotti panzoni, Brunetta criticato. Ma è un errore

I poliziotti si sono proprio arrabbiati per la battutaccia del ministro Brunetta sui tutori dell'ordine "panzoni". Dicono i sindacati di categoria:

Il ministro - rilevano Siap e Anfp - dimostra, inoltre, di non conoscere l'organizzazione ed i compiti della Polizia di Stato poiché i colleghi che svolgono servizio 'dietro le scrivanie', quelli che lui definisce 'panzoni', altro non fanno che proseguire il lavoro effettuato dalle pattuglie in strada, dagli uffici investigativi e tutte le attività amministrative (obbligatorie per legge) connesse al rilascio dei permessi di soggiorno o ai decreti di espulsione, oltre ad esser in gran parte personale ferito in servizio o parzialmente idoneo a causa di patologie contratte in servizio".

Il dramma è che Brunetta oggi si è scusato con i poliziotti. Dice che non voleva offendere.

Perché dramma? Perché tutti, da Brunetta ai poliziotti, considerano "panzone" un insulto. E' l'apoteosi della distruzione del ciccione, il climax della campagna mediatica contro i "chili di troppo" (vedete com'è discriminatorio questo modo di esprimersi). Un disastro mediatico, dunque, l'ennesimo direi, mitigato dall'ottimo intervento di Giancarlo Mazzucca, giornalista a tutto tondo. Eccolo qui:


Offeso? Ma no
Noi panzoni
siamo più simpatici


Panzoni uber alles. Se mi consentite, dall’alto, o meglio dal peso, dei miei 120 chili, rivendico l’orgoglio della categoria a cui appartengo. Non mi sono sentito colpito dalla frase dell’amico Renato Brunetta, che ha invitato i poliziotti sovrappeso, per via del lavoro sedentario in ufficio, ad andare a lavorare in strada... di Giancarlo Mazzucca



PANZONI uber alles. Se mi consentite, dall’alto, o meglio dal peso, dei miei 120 chili, rivendico l’orgoglio della categoria a cui appartengo. Non mi sono sentito colpito dalla frase dell’amico Renato Brunetta, che ha invitato i poliziotti sovrappeso, per via del lavoro sedentario in ufficio, ad andare a lavorare in strada: sappiamo tutti che il ministro ha la battuta facile e, spesso e volentieri, usa l’ironia persino sulla sua statura. Mi ha invece un po’ offeso la reazione eccessiva di tante persone che hanno voluto esternare la loro indignazione tanto da costringere il ministro a una piccola marcia indietro: se Brunetta avesse definito i poliziotti “guardoni” o, peggio ancora, “puzzoni”, non ci sarebbero state repliche così piccate, al limite quasi del reato di lesa maestà.

INTENDIAMOCI, anziché “panzoni”, il ministro avrebbe potuto usare un termine più soft, tipo magari “poliziotti cicciottelli”, ma la sostanza non cambia: la levata di scudi di qualche politico mi è sembrata eccessiva e un tantino spropositata. Anche perché, dopo avere fin troppo criminalizzato i ciccioni (magari a fin di bene), negli ultimi tempi c’era stata una specie di “revival” del peso massimo: abbiamo persino letto che “grasso è bello”. Perché, dunque, tanto scandalo per la boutade di Brunetta? Personalmente, non mi sento di serie B per il solo fatto di essere grasso. In fin dei conti molti personaggi bene in carne sono arrivati al “top” senza problemi nel mondo della politica, dello spettacolo e del giornalismo. Cito alcuni casi storici, per non parlare degli uomini “de panza” e degli “extra-large” di oggi: Winston Churchill, Ernest Hemingway e Orson Welles. E persino il principe dei poliziotti e dei gialli polizieschi, il famoso commissario Maigret, aveva un fiuto altrettanto spiccato per i manicaretti della moglie.

IN TUTTA FRANCHEZZA, mi sono reso che, essere grassi, è un modo, forse un po’ subdolo, per risultare simpatici: persino il caustico Enrico Mentana, nel suo ultimo libro, mi ha definito “bonario”. Avrebbe usato lo stesso termine se avessi pesato trenta chili di meno? E poi, diciamola tutta, chi dimagrisce troppo in fretta rischia di incattivarsi. Ho sotto gli occhi l’esempio di Romano Prodi, mio professore all’università: quando insegnava e in seguito, da presidente dell’Iri e all’inizio della sua carriera politica, così rotondetto e così pacioso, sprizzava simpatia e ottimismo da tutti i pori e persino il soprannome di “Mortadella” aveva qualcosa di genuino e di fatto in casa. Poi si è voluto sottoporre a una drastica cura dimagrante: ma, con la ciccia in meno, ha perso anche l’allegria di una volta. E con magri risultati, magrissimi, pure sul fronte dei successi politici. Piuttosto che inacidirsi, non è forse meglio (lo dico da goloso) non lesinare troppo sulla pastasciutta? E se i poliziotti panzoni in strada, come ha detto Brunetta, rischiano, a loro volta, di “farsi mangiare”, meglio allora cucinarsi due spaghetti. Non in commissariato, ben s’intende...

lunedì 18 maggio 2009

Obesity Day, un vero peccato

E' davvero un peccato che i promotori dell'Obesity day che dovrebbe andare in scena nel maggio dell'anno prossimo abbiano considerato come soggetti utili alle proprie rilevazioni i soli obesi. Non siano cioè partiti dal contesto sociale in cui si muove l'obeso, e che certo non riguarda solo l'obeso, focalizzandosi invece quasi esclusivamente sugli aspetti medici (e dunque privati) della persona anziché sul conflitto sociale e la diversità.

Il questionario a cui invito comunque tutti a partecipare, in lingua inglese, viene presentato con una premessa emblematica della parzialità con cui si affronta il problema ancora una volta (Are you somebody who has struggled with your weight? If so, we are interested in your opinion!)

Ho risposto al sondaggio e lasciato un messaggio con i nostri temi, spiegando come trattare l'obesità come "il problema degli obesi" significhi non capire (e non accettare, in fondo) le specificità della diversità. E quindi non risolvere i problemi che pure in buona fede, immagino, si vorrebbero risolvere.

L'obeso normale

Al Binario 7 lo spettacolo contro i pregiudizi sull'obesità

Scritto da Lucilla Sala
Venerdì 15 Maggio 2009 13:00


"Non Guardarmi!" questo il titolo dello spettacolo scritto e interpretato da Paola Perfetti e Alessandro Baito che andrà in scena domenica 17 maggio alle ore 21.00 presso il Teatro Binario 7 di Monza.

Lo spettacolo gratuito, sostenuto dall'Assessorato al Decentramento e alla Cultura di Monza affronterà, a volte con ironia, il disagio dell'obesità. La protagonista in seguito ad un trauma perde le sue forme di donna perfetta, ingrassando improvvisamente di 40 chili. Travolta e sconvolta da un cambiamento radicale del suo corpo la donna si sente deforme, spersonalizzata, un essere non più degno di amare e di essere amato.

"Quando una persona - sostiene Paola Perfetti - riesce a star bene con se stessa, impara a vedersi e ad amarsi, raggiunge un benessere interiore tale che gli permetterà di essere felice come avviene per la protagonista dello spettacolo."

spettacolo_non_guardarmi"Ho assistito già l'anno scorso a questo spettacolo - afferma Lucia Arizzi - rimanendo colpita dal messaggio trasmesso dall'autrice e ho ritenuto importante promuovere questo spettacolo perché un politico non deve creare solo servizi delle strutture ma proporre iniziative per favorire il benessere interiore della persona".

Presenti alla conferenza di presentazione dello spettacolo anche il dottor Luigi Zappa direttore dell'Ambulatorio per i disturbi del comportamento alimentare dell'azienda ospedaliera San Gerardo di Monza e l'Endocrinologa Chiara Galli che afferma "E' importante capire che non tutte le persone sono uguali, non tutti soffrono la fame allo stesso modo, perciò quando si vede una persona obesa non è per una mancanza di forza di volontà ma è un insieme di meccanismi che portano ad avere un peso geneticamente predeterminato".

Lo spettacolo porterà i presenti a riflettere anche sui modelli della nostra società che sempre più spesso inducono all'insorgenza di disturbi alimentari. "Risulta perciò importante fare prevenzione lavorando sulle persone per far capire che i canoni estetici preposti risultano essere poco reali" spiega Paola Perfetti.

A partire da settembre inizierà un percorso di benessere psicologico attraverso incontri di drammaterapia in tutte le 5 circoscrizioni di Monza.