
Cicciones ha sempre evitato di sventolare la bandiera della superiorità dei ciccioni, del vivalaciccia, del chebellosiamograssi. E' una bandiera issata da altri, spesso con ironia, sempre con divertimento, ma che ha ben poco a che fare con la Size Acceptance. E ancor meno col tentativo di questo blog di contribuire a far germogliare anche in Italia un dibattito, tardivo ma decisivo, sulla libertà dimensionale e le sue implicazioni sociali, economiche e sanitarie.
Ma proprio in queste pagine si tiene in questi giorni una interessante discussione su una di quelle locuzioni che assomigliano a degli slogan, e sulla quale può essere utilissimo riflettere insieme per capire cosa effettivamente significhi una cosa come "Orgoglio Obeso" o "Orgoglio Ciccione", a cui in passato abbiamo accennato en passant.
L'unica volta che fino ad oggi ho sfruttato la forza espressiva di questa locuzione è stato quando, molti mesi fa, mi iscrissi al forum di Obesità&Dintorni. Soffrivo della dissonanza tra il tema principale del forum e il fatto che l'intera discussione vertesse sulla chirurgia bariatrica o il dietismo più esasperato e, con quel termine e qualche intervento, ho tentato di stimolare l'immissione di ulteriori riflessioni che ritenevo utili. Ora forse è tempo di tornare sopra a quell'espressione apparentemente così provocatoria.
In linea generale si può ritenere che essere orgogliosi di quello che si è faccia bene all'umore, alla socialità persino al proprio lavoro, alla sicurezza in se stessi e, con ogni probabilità, anche alla salute. Il rischio, dicono in tanti, è però quello di essere orgogliosi di sé per le ragioni sbagliate. Molti obesi ed obese, infatti, non ritengono di poter essere orgogliosi di avere quella dimensionalità. Spesso sono afflitti da patologie collegate ad un peso importante, più spesso ancora sono sinceramente convinti che l'obesità sia una malattia in sé e, ancora di più, che l'obeso sia brutto, che non sappia controllarsi, che sia un individuo fondamentalmente depresso, ritengono che chiunque condivida certe dimensionalità non possa che viverle allo stesso modo e sono talvolta i primi alfieri della diminutio hominis di cui soffrono assieme ai loro simili.
Il punto, probabilmente, è tutto qui, sulla percezione della propria condizione. Se vi è chi è felice di essere quello che è, molti invece vivono quella medesima condizione come un inferno dal quale uscire al più presto in qualsiasi modo. Poco importa, spesso, se la dieta non è bastata, se la genetica e la propria costituzione remano contro, poco importa, persino, se è una battaglia che si è combattuta per molti anni senza risultati apprezzabili o persino peggiorando la propria condizione di salute. Si ritiene di doverlo fare e, da qui nascono i contrasti, si ritiene che chiunque in quello stato lo debba fare.
Ciò che spesso accade, cioè, è che l'individuo che non accetta la propria forma, a cui è quindi più difficile accettare le dimensionalità degli altri, combatta una guerra contro qualcosa che è parte della propria identità, del proprio carattere, spesso qualcosa con cui è cresciuto/a. Una guerra intestina, uno scontro frontale tutto interno alla propria persona, alla propria personalità e alla propria dimensionalità, dalla quale si confida esca un giorno un vincitore.
Credo che chiunque debba avere rispetto per le scelte di chiunque altro e non per un trito idealismo di democratica vicendevole tolleranza ma perché ciascuno di noi differisce nelle percezioni del mondo e nel modo di vivere il proprio ambiente, al punto che è semplicemente impossibile per chiunque andare oltre una vaga percezione dell'altro. L'unica strada, in questo senso, è comprendere le differenze, anche solo comprendere che vi sono differenze, cercare di mantenere una mentalità aperta, andare oltre la tolleranza. Ed oltre c'è solo l'accettazione, ossia il rispetto.
Cos'è, dunque, l'Orgoglio Ciccione? A mio avviso è una felice espressione che può essere imbracciata come arma di liberazione per sparare pallottole di diversità in una società che più complessa non potrebbe essere ma che invece viene spesso ridotta a slogan, soluzioni definitive, magiche ricette e magiche pozioni, dietismi, salutismi e conformismi. Orgoglio Ciccione non significa imporre a qualcuno una diversità che non vuole, spesso l'obeso che vuole trasformarsi insegue infatti proprio la normalità mainstream, significa ricordare a se stessi che si è quello che si è, e che essere è, prima di tutto, molto bello.
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