martedì 9 marzo 2010

Obesi, per una questione di Gusto


Non c'è davvero nulla di più odioso che confrontarsi con qualcuno convinto di sapere tutto sull'obesità. Soprattutto quando appare ormai chiarissimo come dell'obesità si sappia poco, e come le ragioni per cui un individuo sia obeso sono molteplici, tanto varie che la scienza fatica a scoprirle.

Non che a noi interessi in alcun modo "giustificare" le morbidezze degli obesi, ma giusto per avere un argomento in più da sventolare davanti alla sicumera degli ignoranti ci interessa una recentissima scoperta australiana relativa alla percezione del grasso nei cibi, di come questo sia tendenzialmente diverso tra persone di peso diverso e di come condizioni il comportamento.

Gli scienziati della Deakin University, in team con altri istituti australiani, neozelandesi e britannici, ora classificano il gusto del grasso (fat taste) come il sesto a disposizione degli umani (dolce, amaro, salato, aspro, umami e, appunto, grasso). Nel loro gruppo di test coloro che avevano una ridotta percezione del grasso tendevano ad essere più in carne degli altri.

Dallo studio Oral sensitivity to fatty acids, food consumption and BMI in human subjects pubblicato sul British Journal of Nutrition, emerge dunque la teoria, che i ricercatori continueranno ad approfondire, che vi sia una diretta relazione tra percezione del fat taste e consumo di grassi: più si percepisce meno si consumano.

Il che spiegherebbe, probabilmente, anche la difficoltà per molti obesi di non consumare cibi grassi, e quella di molti non obesi di comprendere certi comportamenti. C'è da chiedersi se la prossima ricerca del team non riuscirà ad appianare almeno in parte le divergenze tra ciccioni e sacerdoti dell'anticiccia.

(fonte foto)

4 commenti:

  1. mela grattata9 marzo 2010 15:56

    Comunque cè anche chi mangia poco e ingrassa il doppio.

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  2. Beh le ragioni per cui una persona è obesa sono le più varie, e quelle metaboliche hanno un ruolo di primo piano. Ma, al di là dell'aspetto clinico, è interessante notare quanti diversi elementi possono condizionare il comportamento delle persone, e anche per questo non è tollerabile accettare la semplificazione che va per la maggiore e che si traduce in un'ampia discriminazione degli obesi.

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  3. Paolo, sarà anche attendibile la ricerca, ma di mio non ci credo. Sono una di quelle persone che toglie il grasso anche dal prosciutto crudo, odio il gusto del lardo, evito il più possibile i condimenti e nonostante questo sono 125kg...a me pare uno dei tanti studi fatti solo per giustificare un fenomeno di cui le cause non sono chiare, per fare dell'obesità un luogo comune...

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  4. Grazie del post Alexia!! In realtà mi mancano le conoscenze scientifiche per rigettare la ricerca, mi tocca fidarmi dell'autorevolezza del giornale scientifico sul quale è pubblicata (che è poi il motivo per cui sono più propenso a ritenerlo uno studio scientifico piuttosto che propaganda anti-ciccia).
    Credo comunque che la vediamo allo stesso modo, sulle cause dell'obesità rimangono enormi buchi. Mi sembra, guardando alle rilevazioni di questo ultimo periodo, che la scienza inizi a riconoscere una molteplicità di fattori spesso sovrapposti e perlopiù sovrapponibili. Come a dire, insomma, che chi ritiene di avere la verità in tasca con ogni probabilità sbaglia. E magari è pure in malafede ;)

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