mercoledì 3 marzo 2010

Obesità, il DDL Cutrufo va in Commissione!


La notizia è ghiotta: presentato a novembre 2008, nelle scorse ore il disegno di legge ideato da Mauro Cutrufo (PDL) sull'obesità è finalmente passato all'esame della 12esima Commissione del Senato, Igiene e Sanità, che dovrà fornire un parere che consenta la prosecuzione dell'iter parlamentare.

Il DDL 108, Norme a tutela delle persone affette da obesità grave e abbattimento delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici e privati e nei trasporti pubblici, già lo sa chi segue C.C.D., è in sé rivoluzionario, non foss'altro perché è la prima iniziativa legislativa di settore a segnare un cambiamento di rotta nei confronti dell'obesità, non limitandosi al dato clinico ma affrontando l'intera materia in modo "sistemico", come ha dichiarato lo stesso senatore, vicesindaco di Roma. A novembre 2008 ci lamentavamo su queste pagine per il mancato esame del DDL, ora finalmente si è passati dalla proposta alla valutazione.

Nel presentare il testo ora all'esame del Senato, Cutrufo spiega come in paesi industrializzati nei quali vi è una ampia diffusione dell'obesità, come in Italia, non mancano le iniziative legislative al contrario di quanto accade da noi. Cutrufo cita anche la notissima sentenza della Cassazione con cui è stata sdoganata l'equivalenza tra obesità grave ed handicap, e i suoi effetti sui diritti di natura previdenziale e assistenziale. Soprattutto, Cutrufo sottolinea come non sia possibile "limitare il problema alla conflittualità medico-legale (...) l'obesità rappresenta una condizione di malattia sociale (...) grave per la vita di relazione di quanti ne siano affetti, che non può essere ignorata dallo Stato".

"L'obeso - continua Cutrufo - vive infatti in uno stato di isolamento dovuto alla difficoltà di farsi accettare dagli altri e soprattutto all'impossibilità di fare quelle cose che rientrano nella quotidianità della vita, a causa della presenza indiscriminata di barriere architettoniche, funzionali e lavorative. In breve egli vive una condizione di diritti negati".

Val la pena continuare a leggere la preziosa introduzione: "Provate ad immaginare i numerosi e gravi problemi inerenti l’abbigliamento, l’ambiente, gli arredi, lo spostamento, i trasporti o la socialita` di chi pesi 150, 200 chili o ancora di piu` . Provate ad immaginare di fare le scale, varcare porte strette, entrare in bagni impossibili, servirsi di ascensori, banche, metropolitane, autobus, aerei, salire in automobile o sui treni, sedersi al ristorante, in una mensa, al cinema o teatro con poltrone tutte larghe solo 40 centimetri.
Provate ad immaginare di dover essere trasportati in barella, di dover fare una risonanza magnetica e di non riuscire ad entrare nella stessa o, semplicemente, di pesarsi quando tutte le bilance misurano al massimo 140 chilogrammi".

Sono sei gli articoli del testo, e già il primo è denso di significato:

Art. 1.
(Finalità)
1. La presente legge ha lo scopo di tutelare le persone affette da obesita` grave assicurando loro ed alle loro famiglie il sostegno e l’assistenza necessari per favorirne i processi educativi, l’integrazione e la partecipazione alla vita sociale, ed ottenere così la piena fruizione dei diritti.

Gli altri articoli si soffermano sulla definizione di obesità grave, sul riconoscimento di questo genere di obesità come handicap, con tutti gli effetti di legge, sul diritto alla mobilità, su quello all'assicurazione e sui programmi di ricerca e informazione.


Va da sé che, se passasse com'è scritto, il testo cambierebbe non poche cose nella vita degli obesi italiani: la non decadenza di una polizza se si diventa obesi, la rimozione di barriere architettoniche che riducono le possibilità di movimento, uguali diritti negli ospedali... Non basterà evidentemente una legge a restituire dignità agli obesi e alle obese italiani ma incrociamo le dita che questo testo sia approvato senza revisioni ribassiste, e apra la strada ad una nuova cultura dell'integrazione.

(fonte foto)

7 commenti:

  1. Oh questa sì che è una bella notizia!! Farebbe giustizia di molte cose e chissà magari qualcuno inizierebbe a capire qualcosa di più.

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  2. E' solo in sede referente....

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  3. Faccio solo notare che un ddl di questo tipo avremmo potuto attenderlo dalla sinistra, quella in teoria dalla parte dei più deboli. Una conferma che la sinistra non esiste e che anche per questioni come questa ci tocca guardare all udc la vecchia democrazia cristiana. Tanto di cappello a Cutrufu ma questa sinistra che fa????

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  4. Sinceramente chissene, l'unica cosa che conta è che qualcuno lo fa. Romeo

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  5. @Anonimo
    il fatto che sia in sede referente è in realtà abbastanza scontato, la 12esima deve fornire un parere, poi il provvedimento passerà ad altra Commissione ma immagino non in sede deliberante. Per quello ci vorrà l'aula, l'iter non sarà brevissimo credo. Ma almeno possiamo sperare.

    @invalido
    Concordo con Romeo, in realtà a questo punto non andrei ad indagare sulla "targa" del provvedimento, tanto più che leggendo gli interventi in Commissione mi sembra che alcuni esponenti del PD, come Poretti e Bosone, non abbiano ben chiari quali sono i veri problemi sul tappeto. E lo dico senza alcuna polemica, ovviamente.
    La questione culturale sull'obesità credo sia sostanzialmente bipartisan, bisogna vedere come si sviluppa la discussione.

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  6. Anche io penso che una legge del genere sarebbe ottima, anche se il personaggio che l'ha proposta non mi ispira molta fiducia, sapevate del suo "famoso" calendario anti-obesità? Ne parlo qui http://solochenonvomito.splinder.com/post/15158271/Calendario+anti-obesit%C3%A0%2C+ma+p

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  7. Azz me l'ero perso, non ne sapevo nulla. Vedo che ora l'Adao ha il suo sito, e sono sue le stats pubblicate al convegno di due giorni fa. Ne so troppo poco, devo approfondire.

    ps. odiobotero ti va di contattarmi in email? paolo.deandreis@gmail.com, mi piaceva scambiare qualche idea "operativa" :)

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